Oggi veneriamo San Severino
Oggi veneriamo San severino. L’Abate è nato nel quinto secolo, è morto a Vienna nel quinto secolòo. La commemorazione è ricordata dalla Chiesa l’otto gennaio.
Le origini di S. Severino non sono note. Potrebbe provenire da un’eminente famiglia del Nord Africa o da Roma. Il racconto che abbiamo della sua vita fu scritto dal suo discepolo Eugippio, che lo descrive sia come eremita nei deserti orientali che come evangelizzatore nelle province del Norico Ripense, sulle sponde del Danubio. Eugippio riferisce ancora una serie di prodigi che hanno diffuso la fama di Severino, Astura (l’attuale Stockerau) ha profetizzato agli abitanti calamità imminenti a causa della loro vita immersa nel vizio. La città di Faviana viene invece liberata da una terribile carestia quando il Santo esortò la cittadina alla penitenza:
“La donna si risolve a distribuire le sue provviste ai poveri, mentre il ghiaccio che copriva i fiumi si scioglie, consentendo la navigazione delle chiatte adibite al trasporto degli approvvigionamenti”. In un altro luogo la sua preghiera allontana uno sciame di locuste che minacciava il raccolto. In molte città lo volevano come Vescovo, ma rifiutò sempre.
Oggi veneriamo San Severino
Fondò molti monasteri, tra i quali una fondazione principale sulle sponde del Danubio nei pressi di Vienna. Organizzò gli aiuti per le popolazioni del distretto, attaccate da Attila e dai suoi ,unni, guadagnandosi il rispetto dei “signori della guerra” e la fama di asceta e profeta potente. Morì nel monastero alle porte di Vienna tra il 476 e il 482. I suoi discepoli a causa di una nuova invasione barbarica avvenuta anni dopo la sua morte, trasferirono i resti in Italia a Luculano vicino a Napoli, dove costruirono un monastero. Nel 910 si edificò come sacrario la grande abbazia di S. Severino. È venerato come apostolo della Baviera. Probabilmente vescovo a Septempeda.
Martirologio Romano:
Nel Norico lungo il Danubio, nell’odierna Austria, san Severino, sacerdote e monaco: venuto in questo territorio dopo la morte di Attila, capo degli Unni, difese le popolazioni inermi, ammansì i violenti, convertì gli infedeli, fondò monasteri e si dedicò a quanti erano privi di istruzione religiosa.

Giornalista, Libero Professionista, rugbista.

