Lontano dalla calca: 5 mete italiane e sconosciute per un Ferragosto da ricordare
Ferragosto in Italia è da sempre sinonimo di spiagge sature, code chilometriche in autostrada e ristoranti prenotati con mesi d’anticipo. Eppure, il nostro Paese custodisce una geografia parallela, fatta di valli dimenticate dal caos, altopiani che sembrano canyon americani e borghi arroccati dove il tempo scorre a un ritmo diverso. Se l’idea di contendervi un metro quadrato di sabbia non fa per voi, ecco cinque destinazioni insolite e poco battute, perfette per vivere un Ferragosto all’insegna della bellezza, della frescura e dell’autenticità.
Mentre la costa adriatica registra il tutto esaurito, l’entroterra marchigiano nasconde scenari naturali che sembrano appartenere a un altro continente. Tra il Lago di Fiastra e i Monti Sibillini si ergono le Lame Rosse, monumentali formazioni rocciose di ghiaia e argilla rossa modellate dagli agenti atmosferici, soprannominate non a caso il “Grand Canyon delle Marche”. A poca distanza, la Gola dell’Infernaccio offre un’escursione refrigerante tra pareti di roccia verticale scavate dal fiume Tenna, dove l’ombra dei faggi e l’aria fresca della montagna garantiscono un rifugio perfetto dalla calura estiva. Non può mancare un bagno nelle acque turchesi (e rinfrescanti) del Lago di Fiastra, seguito da un pranzo a base di ciauscolo e formaggi dei Sibillini in una delle trattorie di montagna della zona.
Lontana dai circuiti più blasonati delle Dolomiti venete o trentine, la Carnia rappresenta il volto più intimo e selvaggio delle Alpi Friulane. Il cuore di questa regione è Sauris (Zahre nel dialetto locale), il comune più alto della regione, famoso per le sue architetture in pietra e legno e per una tradizione gastronomica unica. Il Lago di Sauris, con le sue acque color verde smeraldo incastonate tra boschi di conifere, è il luogo ideale per noleggiare una canoa o passeggiare lungo i sentieri che si snodano intorno al bacino, senza mai incontrare la folla dei grandi laghi del Nord. Tra le cose da fare, una sosta nelle malghe di alta quota per degustare il celebre Prosciutto di Sauris IGP, affumicato tradizionalmente con legno di faggio.
A meno di un’ora e mezza da Torino e Milano, la Valchiusella è un piccolo mondo a sé stante. Famosa tra gli amanti dell’ecologia e della vita alternativa per la presenza della comunità di Damanhur, questa valle conserva un paesaggio fluviale d’altri tempi. Invece delle classiche spiagge marittime, qui ci si rinfresca lungo i Guji di Garavot, profonde gole scavate dal torrente Chiusella dove l’acqua cristallina forma piscine naturali circondate da quinte di roccia liscia. Per chi cerca il freddo vero, salendo verso l’Altopiano della Scalaro si incontrano pascoli sconfinati e baite in pietra dove la vista spazia fino alla pianura padana. È la meta adatta per chi ama il campeggio libero, le passeggiate tra i boschi di castagni e il fascino dei villaggi alpini che hanno mantenuto intatta la propria identità.
Mentre la Costa dei Trabocchi vive il suo momento di massimo affollamento, l’interno dell’Abruzzo offre riserve naturali di rara bellezza. La Riserva Naturale Gole del Sagittario è un canyon spettacolare scavato dall’omonimo fiume, popolato da orsi marsicani, lupi e aquile reali. Arroccato su uno sperone di roccia che domina la gola si trova Castrovalva, un minuscolo borgo di poche decine di abitanti che colpì a tal punto l’artista olandese M.C. Escher da spingerlo a dedicarargli una celebre litografia nel 1930. La vicinanza al Lago di Scanno (famoso per la sua forma a cuore), ma con un livello di tranquillità decisamente superiore se si scelgono i sentieri meno battuti della riserva è uno dei punti di forza di questo posto.
Quando si pensa alla Calabria ad agosto, l’immagine corre subito alle spiagge sature di Tropea o Soverato. Ma bastano pochi chilometri verso l’interno per scoprire la Sila Greca, la parte più settentrionale e selvaggia del Parco Nazionale della Sila. Qui l’aria è tra le più pure d’Europa e le temperature estive scendono di diversi gradi rispetto alla costa. Tra i boschi di pino laricio della riserva dei Giganti di Cefalù e i borghi arbereshe (la minoranza etno-linguistica albanese d’Italia) come San Demetrio Corone, si respira un’atmosfera sospesa nel tempo. Gli amanti dell’avventura troveranno pane per i loro denti con una visita ai canyon e alle valli che degradano verso il Pollino offre scenari ideali per il trekking fluviale e l’escursionismo lontano dal caldo della costa.
Scegliere una meta poco nota richiede un piccolo cambio di mentalità: dimenticate la freccia del navigatore sulle arterie principali e preparatevi a percorrere strade provinciali panoramiche. Portate con voi un telo da picnic, abbigliamento da trekking leggero e la voglia di farvi sorprendere da un’Italia che, lontano dai riflettori, sa ancora essere incredibilmente generosa.

