Medio Oriente, Hezbollah attacca Israele ad Haifa: la situazione
Continuano gli attacchi tra Hezbollah e Israele in Medio Oriente.
Nella notte, Hezbollah ha dichiarato di aver colpito una base israeliana ad Haifa, nel nord di Israele: una salva di missili si è abbattuta su una fabbrica di materiali esplosivi a sud della città.
Nel frattempo il governo iraniano è alla costante ricerca di una mediazione diplomatica con i Paesi del Medio Oriente per evitare ulteriori escalation.
La richiesta dell’Iran agli altri Paesi è di aumentare la protezione di Teheran contro Israele: c’è il timore, infatti, che la risposta di Tel Aviv agli attacchi di inizio ottobre possa essere pesantissima.
La fiducia dell’Iran è riposta negli USA, che potrebbero giocare un ruolo cruciale nel convincere Netanyahu a non colpire Teheran.
L’Iran teme che Israele possa colpire le basi nucleari e gli impianti petroliferi del Paese: un altro elemento che gioca a sfavore di Teheran è l’indebolimento di Hezbollah a causa degli scontri armati degli ultimi mesi.
Da Washington arrivano risposte che dovrebbero generare tranquillità in Iran.
Dopo quasi due mesi, infatti, Biden e Netanyahu si sono incontrati e hanno discusso delle contromosse che Israele adotterà.
Anche il Presidente uscente americano ha ribadito al leader israeliano la pericolosità del colpire i giacimenti nucleari o petroliferi iraniani.
Biden ha consigliato a Netanyahu una risposta proporzionale agli attacchi del primo ottobre, e non è il solo.
Anche gli alleati americani nel Golfo, ovvero Bahrain, Emirati Arabi e Qatar, sperano in una risposta moderata da parte di Israele.
Colpire i giacimenti petroliferi iraniani causerebbe infatti gravi danni all’economia e all’ambiente dell’intera regione, oltre che a pesantissime e prevedibili conseguenze geopolitiche.

