Addio a Umberto Bossi
La politica italiana perde uno dei grandi protagonisti degli ultimi decenni. È morto a Varese Umberto Bossi, aveva 84 anni. Il fondatore della Lega Nord si è spento il 19 marzo, poco dopo le 20.30. Era ricoverato all’ospedale nella terapia intensiva cardiologica. L’arrivo in reparto il 18 marzo, senza mezzi di soccorso. Lascia la moglie e quattro figli
La Lega movimento politico nato nel 1984 per rappresentare le istanze del Settentrione contro “Roma ladrona”. In Parlamento dal 1987, Bossi sale al governo con l’arrivo di Silvio Berlusconi nel 1994 grazie al quale diventa ministro delle Riforme. Noto il suo impegno per la Padania, si è opposto alla svolta nazionalista di Matteo Salvini, che negli ultimi anni ha portato il movimento da lui fondato a conquistare voti anche al Sud. Le istanze federaliste, “Roma ladrona” e la Lega Lombarda, il successo elettorale e poi il governo. Umberto uno dei personaggi politici protagonisti della stagione che va dagli anni Ottanta sino ai Duemila: un periodo contrassegnato dal successo delle istanze del Nord e da Tangentopoli, ma anche dai ruoli di governo e dai ribaltoni. Dopo una carriera universitaria mai conclusa (iscritto a medicina all’Università di Pavia, non si laureerà mai) e un primo matrimonio finito, Umberto Bossi entra in politica: un inizio giovanile a sinistra, tra i ranghi del PCI, poi si avvicina ai movimenti autonomisti e conosce Bruno Salvadori, leader dell’Union Valdôtaine, nel 1979. Nello stesso anno incontra anche Roberto Maroni (in foto), con cui avvierà un lungo sodalizio politico.
Dopo i primi tentativi di federazione con gli altri movimenti autonomisti del Nord Italia, nel 1984 Bossi fonda la Lega Autonomista Lombarda, poi Lega Nord, di cui diviene segretario nazionale. L’ascesa è inarrestabile: elegge i primi rappresentanti nei comuni di Varese e Gallarate nel 1985 e alle elezioni politiche del 1987 Bossi viene eletto sia alla Camera, dove rinuncia, che al Senato per il collegio di Varese. Da qui il soprannome che gli resta per sempre: Senatùr.Bossi si dimette da segretario della Lega Nord, nel 2012, per “tutelare la famiglia”, travolta da alcune indagini. Appena diciotto mesi dopo, però, ritorna in politica, quando sfida alla carica di segretario della Lega Matteo Salvini, che vince. Inizia così un rapporto difficile con l’attuale leader del Carroccio, fatto soprattutto di critiche alla svolta nazionalista degli ultimi anni e di consigli e appoggi agli avversari interni, in un’ottica di generale ritorno alle istanze autonomiste del Nord. Nella carriera politica di Bossi hanno avuto un ruolo importante anche i figli, da Riccardo a Renzo fino a Roberto Libertà e Eridiano Sirio. Il secondo è certamente il più noto: soprannominato “Trota” dopo una celebre battuta del padre, è diventato consigliere regionale giovanissimo, a soli 22 anni, e sembrava l’erede politico del Senatùr. Oggi è titolare di un’azienda agricola e si occupa di formaggio. Il cordoglio del movimento politico:

Giornalista, Libero Professionista, rugbista.

