Anastasia Trofimova e Andromeda ostaggio di Francis Kaufmann: «Le ha tolto la SIM dal telefono, ci scriveva di nascosto»
«Non avremmo mai immaginato che quell’uomo potesse fare una cosa del genere. All’inizio ci mandava molte foto, la bambina sembrava curata» – raccontano, con voce rotta dalla disperazione, i genitori di Anastasia Trofimova, nonché nonni della piccola Andromeda.
Secondo quanto riferito dalla famiglia, Francis Kaufmann – 46 anni, cittadino americano, sedicente regista e già noto per l’uso di molteplici identità – avrebbe di fatto tenuto in ostaggio Anastasia e la bambina, privandole di libertà, contatti e documenti.
La SIM rimossa e i messaggi in segreto
«Le ha tolto la SIM dal telefono», spiegano i genitori, «e Anastasia ci scriveva di nascosto, quando riusciva a trovare una rete Wi-Fi». Un dettaglio che evidenzia la gravità della situazione vissuta dalla giovane madre e dalla figlia: isolate, controllate, senza possibilità di chiedere aiuto in modo diretto.
Nonostante l’apparente normalità mostrata in alcune fotografie inviate da Kaufmann ai familiari – immagini in cui Andromeda appariva “curata” – la realtà era ben diversa. Una prigionia silenziosa, in cui ogni contatto con l’esterno era concesso solo sotto rigida sorveglianza o sotterfugi.
Accuse gravissime per Kaufmann
Le accuse nei confronti di Francis Kaufmann sono gravissime: duplice omicidio e occultamento dei cadaveri di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda. Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe costruito attorno a sé un’identità fittizia per ingannare e isolare le sue vittime.
L’indagine prosegue, mentre la famiglia attende con angoscia risposte e giustizia. La comunità è sconvolta, e si moltiplicano gli appelli a rafforzare le misure di prevenzione contro la violenza domestica e il controllo coercitivo.

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