Chiara Petrolini deve andare in carcere: la decisione del tribunale, ma la 21enne resta ai domiciliari
Chiara Petrolini, la 21enne indagata per l’omicidio e la soppressione dei cadaveri di due neonati ritrovati nel giardino della sua casa a Traversetolo, è al centro di un nuovo sviluppo giudiziario. Il Tribunale del Riesame di Bologna ha accolto l’appello della Procura di Parma, stabilendo che la giovane dovrebbe essere trasferita in carcere. Tuttavia, per ora, la misura non sarà eseguita e Chiara resterà agli arresti domiciliari.
La decisione del tribunale
Il Tribunale del Riesame ha accolto integralmente la richiesta della Procura, che aveva chiesto la custodia cautelare in carcere per l’omicidio avvenuto il 7 agosto 2024 e per la soppressione dei due cadaveri, incluso quello di un neonato partorito il 12 maggio 2023. Nonostante la gravità delle accuse, l’esecuzione della misura rimane sospesa fino alla decisione definitiva, che sarà presa dopo il possibile ricorso in Cassazione.
Il provvedimento, emesso il 15 ottobre dal collegio di giudici Barbensi, Poschi e Melloni, è stato comunicato alle parti, ma la difesa ha ora 15 giorni di tempo, una volta ricevute le motivazioni dell’ordinanza, per presentare ricorso.
Perché Chiara Petrolini non è in carcere
Nonostante la decisione del tribunale, Chiara Petrolini rimane ai domiciliari. La sua difesa, rappresentata dall’avvocato Nicola Tria, ha sottolineato che la misura detentiva non è stata ancora eseguita perché manca la definitiva conferma. L’avvocato Tria ha contestato anche l’argomentazione della Procura, secondo cui i domiciliari presso la casa dei genitori non sarebbero adeguati, in quanto essi non si erano accorti delle gravidanze della figlia.
Secondo la difesa, il fatto che nessuno si sia reso conto delle gravidanze di Chiara «riflette una condizione più ampia di indifferenza del mondo intorno a lei». Inoltre, il legale ha chiarito che non è mai stato ipotizzato un pericolo di fuga o di inquinamento probatorio da parte della Procura o del Gip.
Le accuse e il prossimo passo giudiziario
Chiara Petrolini è accusata di omicidio premeditato e di soppressione di cadavere per i due neonati trovati nel giardino della sua abitazione. Il primo episodio risale al 12 maggio 2023, quando sarebbe nato il primo bambino, il cui corpo è stato successivamente ritrovato sepolto. Il secondo caso riguarda un neonato partorito il 7 agosto 2024, giorno in cui si presume sia stato ucciso e nascosto in modo simile.
L’arresto in carcere è stato richiesto dalla Procura poiché ritiene che i domiciliari non siano sufficienti a garantire la sicurezza del processo. Tuttavia, l’esecuzione della misura sarà valutata definitivamente nelle prossime settimane, in attesa del ricorso in Cassazione.
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