Delitto di Garlasco, la difesa di Sempio sull’impronta 33: “È solo sudore, non sangue”
Nuovi sviluppi nel caso del delitto di Garlasco con una netta presa di posizione da parte della difesa di Andrea Sempio, coinvolto a più riprese nel complesso iter giudiziario relativo all’omicidio di Chiara Poggi. Al centro delle polemiche, ancora una volta, l’ormai nota impronta 33, una traccia lasciata sulla scena del crimine e analizzata nel dettaglio dai consulenti tecnici.
La contestazione della difesa: “È sudore, non sangue”
Secondo gli esperti incaricati dagli avvocati di Sempio, la cosiddetta impronta 33 non sarebbe riconducibile a una traccia ematica, come sostenuto da alcuni consulenti della Procura, ma a un semplice contatto fisiologico, ovvero sudore umano.
“Non vi è alcuna evidenza scientifica che si tratti di sangue. Si tratta, al contrario, di una traccia compatibile con una normale secrezione cutanea”, affermano i tecnici della difesa in una relazione depositata in queste ore. Questa lettura ribalta l’interpretazione dei periti nominati dalla Procura, che avevano ipotizzato un coinvolgimento diretto sulla base della composizione della traccia. La difesa, però, insiste sulla mancanza di elementi oggettivi in grado di confermare la presenza di materiale ematico riconducibile a Sempio.
La rilevanza dell’impronta 33
L’impronta 33 è stata fin dall’inizio uno degli indizi chiave nell’indagine, considerata da alcuni investigatori come potenziale elemento di collegamento con l’autore del delitto. Tuttavia, la sua natura ambigua e la qualità del campionamento hanno sempre alimentato dubbi e perplessità.
La nuova analisi della difesa si inserisce in un contesto di riesame delle prove scientifiche, richiesto anche alla luce dei moderni metodi di investigazione forense, oggi più sofisticati rispetto al 2007, anno dell’omicidio.
Il caso del delitto di Garlasco resta ancora oggi uno dei più dibattuti della cronaca giudiziaria italiana, con una lunga serie di perizie, controperizie e scenari alternativi che continuano ad alimentare il dibattito pubblico. La nuova presa di posizione sulla natura dell’impronta 33 potrebbe avere un impatto decisivo sulla ricostruzione dei fatti, anche se resta da vedere se e come la Procura vorrà controbattere a questa nuova lettura.

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