Le parole della mamma della piccola Sofia rapita in ospedale “Sono morta, poi rinata”
La storia che ha sconvolto Cosenza ha il sapore di un incubo che, per fortuna, ha avuto un lieto fine. La piccola Sofia, neonata, è stata rapita da una donna che si era spacciata per infermiera, affermando di doverla portare dal pediatra. Un gesto che ha mandato nel panico i genitori, soprattutto la madre Valeria Chiappetta, che si è trovata a vivere un incubo da cui sembrava non esserci scampo.
La madre di Sofia, 28 anni e già mamma di un altro bambino di 4 anni, racconta i momenti di terrore vissuti. «Quando ho capito che l’avevano rapita, ho aperto la finestra e ho guardato giù. Non so cosa volessi fare, mi sono sentita all’improvviso morta», confessa Valeria a Repubblica. Con il cuore a pezzi, la donna ha subito dato l’allarme, ma nel profondo sapeva che qualcosa non andava. Sua madre aveva infatti espresso dei dubbi sulla figura dell’infermiera che si era presentata alla clinica.
A pochi minuti dalla sparizione della piccola Sofia, la situazione è degenerata in una corsa contro il tempo. Ma, fortunatamente, il finale è stato sorprendentemente positivo. La polizia è riuscita a rintracciare la neonata in un contesto surreale: le due persone che l’avevano rapita l’avevano vestita con un completo azzurro e cercavano di spaciarla per loro figlio. La scena che si è presentata davanti agli agenti era grottesca: una festa con parenti e amici, mentre Sofia, ignara, si trovava al centro di un inganno folle.
Ma cos’era che spingeva le due donne a compiere un gesto così terribile? Alcuni vicini, come Rosa Vespa e Aqua Moses, raccontano che la coppia in questione aveva mostrato un atteggiamento ossessivo verso la maternità, esibendo continuamente le ecografie e i risultati delle visite mediche. In casa, inoltre, erano presenti delle bomboniere, come se fossero già pronti per celebrare una nascita che non era mai avvenuta. È probabile che dietro al gesto ci fosse una forte distorsione mentale, un desiderio irrefrenabile di avere un bambino, anche se in modo criminale.
Il giorno del ritorno di Sofia è stato per Valeria e il suo compagno un mix di emozioni contrastanti: «Ho vissuto un doppio dolore, ma anche una rinascita», racconta la donna. «Mio figlio di 4 anni aveva capito che qualcosa non andava e ha iniziato a chiedere per quale motivo non riportassero la sua sorellina». Un momento di angoscia che si è trasformato in gioia, con Sofia che è stata restituita ai suoi genitori sani e salva.
Valeria ha voluto condividere con la stampa il suo dolore, ma anche la sua forza. «Nelle stesse 24 ore sono morta e rinata, e anche Sofia è rinata con me per la seconda volta», dice. Il suo compleanno, il 20 gennaio, sarà per sempre segnato da un’esperienza che non dimenticherà mai, ma con una nuova consapevolezza: la sua piccola Sofia è tornata a casa.
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Scrivo e sono content creator True Crime su Youtube , canale SCARLETT NOIR.
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