Regionali 2025: sfida aperta in Campania, Toscana e Veneto
I partiti hanno iniziato già a scaldare i motori in vista delle prossime elezioni regionali, che vedranno andare al voto sei regioni: Toscana, Campania, Veneto, Marche, Puglia e Valle d’Aosta. Tra queste, la grande bagarre riguarda soprattutto le prime tre.
In Campania, come detto in precedenza, nessuno schieramento ha ancora scelto i propri candidati. La segretaria dem, Elly Schlein, ai microfoni del Tg1, ha dichiarato che il Partito Democratico sta lavorando a “coalizioni inclusive e competitive per battere le destre”. Nonostante le buone intenzioni della leader del PD, al momento il campo largo ha trionfato solo in Sardegna ed Emilia-Romagna: un segnale che indica che, per fermare l’avanzata del centrodestra a guida Meloni, si dovrebbero rivedere strategie e candidati.
Intanto, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che punta al terzo mandato, ha incontrato il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. Un confronto che De Luca ha definito “corretto”, pur precisando che al tavolo della coalizione verranno portati più nomi. Tra i più accreditati per la candidatura in Campania, per il centrosinistra, c’è quello dell’ex presidente della Camera, Roberto Fico.
Sul fronte opposto, invece, nei prossimi giorni è previsto un vertice tra i leader dei partiti di centrodestra — Meloni, Salvini, Tajani e Lupi — per discutere le candidature. In Campania, tra i nomi circolati con maggiore insistenza, c’è quello del viceministro agli Esteri, Edmondo Cirielli (Fratelli d’Italia).
Per quanto riguarda la Toscana, si è svolto un lungo incontro tra la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, e il presidente della Regione, Eugenio Giani. Un faccia a faccia durato quasi quattro ore, da cui è emersa con chiarezza la volontà di una ricandidatura del governatore toscano, anche se l’annuncio ufficiale non è ancora arrivato. Giani ha escluso l’ipotesi di un passo indietro, sottolineando la volontà di proseguire il lavoro avviato nella regione.
Mentre per il centrodestra il nodo più delicato resta il Veneto. Il presidente Luca Zaia, arrivato al termine del suo mandato, non potrà ricandidarsi. Tuttavia, il governatore leghista intende continuare a far valere il suo peso politico e ha lasciato intendere la possibilità di sostenere una lista personale che, secondo le sue stime, potrebbe arrivare al 40%. “Ognuno avanza le sue proposte, ragioniamo con tutti – ha commentato Matteo Salvini al Tg1 – ma per noi vale il principio: squadra che vince non si cambia”.
Il confronto si preannuncia acceso e, come accade in qualsiasi tornata elettorale, gli equilibri politici sono destinati a influenzare anche il quadro nazionale.

