Trump attacca il Vaticano: “Se io non fossi alla Casa Bianca, Papa Leone non sarebbe pontefice”
Donald Trump attacca duramente Papa Leone, primo pontefice americano nella storia della Chiesa cattolica. Parole pesanti che segnano una frattura senza precedenti nei rapporti tra la Casa Bianca e il Vaticano.
In un lungo post pubblicato su Truth Social, affiancato da una foto che ha scatenato le reazioni di tutto il mondo, di lui raffigurato come Gesù Cristo dall’intelligenza artificiale, l’ex presidente ha definito il pontefice “debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera”. Il pontefice, sul volo da Roma ad Algeri, in un intervista ha risposto alle critiche di Trump in modo duro e coinciso dichiarando che non smetterà di parlare a voce alta contro la guerra.
“Io non ho paura dell’amministrazione Trump, io parlo del Vangelo e quindi continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra”, risponde Papa Leone parlando ai giornalisti. “Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui”, ha poi aggiunto.
In Algeria, nel suo primo discorso al Monumento dei Martiri, ha poi lanciato un nuovo appello alla pace: “Dio desidera per ogni nazione la pace: una pace che non è solo assenza di conflitto, ma espressione di giustizia e di dignità”. Per questo serve il “perdono”, ha detto Leone XIV. Il pontefice ha poi concluso il suo discorso con un approfondimento sul tema del perdono dichiarando che il nostro mondo appartiene a uomini e donne di pace e che la violenza non avrà mai l’ultima parola.
Il post di Donald Trump su Truth
”Se non fossi alla Casa Bianca, non sarebbe pontefice”. Un attacco senza precedenti quello del presidente degli Stati Uniti al Vaticano. “Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente Maga. Lui ha capito tutto”, ha insistito Trump, accusando Papa Leone di “ritenere accettabile che l’Iran possieda l’arma nucleare”.
“Non voglio un Papa che trovi terribile il fatto che l’America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Stati Uniti e che, ancor peggio, stava svuotando le proprie carceri riversando nel nostro Paese assassini, spacciatori e criminali violenti”, ha continuato il tycoon.
Nel suo post incendiario, Trump ha poi aggiunto di ritenere inaccettabile che un Papa critichi il presidente degli Stati Uniti, sostenendo di agire esclusivamente per il bene del Paese e in linea con il mandato ricevuto dagli elettori: ridurre la criminalità ai minimi storici e creare il più grande mercato azionario della storia.
Le dichiarazioni della Cei in risposta a Trump
La Presidenza della Cei, “esprime rammarico per le parole a lui rivolte nelle scorse ore” dal Presidente Usa Donald Trump, e unendosi a quanto affermato dal Presidente dei vescovi Usa, ricorda che il Papa non è una controparte politica, ma il successore di Pietro, chiamato a servire il Vangelo, la verità e la pace. In un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali, la sua voce rappresenta un richiamo esigente alla dignità della persona, al dialogo e alla responsabilità.
“Le Chiese che sono in Italia rinnovano al Papa vicinanza e affetto, auspicando da parte di tutti rispetto per la sua persona e per il suo ministero”.

