Turismo invernale, Italia prima in Europa per occupazione dopo le feste
Passata anche l’Epifania che, tradizionalmente si porta via tutte le feste, si tirano le somme del periodo natalizio. Secondo le stime del Ministero del Turismo, l’Italia esce dalle vacanze invernali con numeri che certificano una volta di più la sua centralità nello scenario turistico europeo.
Come riportato dai dati diffusi da ENIT, tra Natale, Capodanno ed Epifania il nostro Paese ha registrato un tasso di saturazione delle strutture ricettive pari al 47,8%, il più alto in Europa nello stesso periodo. Un risultato in crescita rispetto allo scorso anno, che conferma la solidità dell’offerta italiana anche nei mesi tradizionalmente considerati di “bassa stagione”.
A trainare la domanda sono state, da un lato, le città d’arte – Roma, Firenze e Venezia su tutte – scelte soprattutto dai turisti stranieri per pacchetti culturali e soggiorni brevi. Dall’altro, le località montane, con le aree alpine e dolomitiche che hanno superato in molti casi il 60% di occupazione, complice una stagione sciistica partita sotto buoni auspici.
Ma il dato interessante è la crescita anche delle regioni non di punta: Umbria e Abruzzo mostrano percentuali significative, segnale di un turismo sempre più diffuso e meno concentrato. In aumento anche le vendite dei tour operator esteri, in particolare nei Paesi dell’Unione europea.
Numeri che raccontano un’Italia capace di attrarre, diversificare e competere. Archiviato il Natale, il settore turistico u si prepara ad affrontare un’altra grande occasione: tra un mese, infatti, apriranno i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, evento che promette di mettere l’Italia sotto i riflettori internazionali e consolidare ulteriormente la sua attrattività.

