La pesca in Acque Interne
Chi tira l’amo troppo presto perde il pesce e l’esca
Proverbio
Ho personalmente conosciuto tante persone che amano la pesca, molte di queste persone si sono avvicinate al mondo della pesca in tarda età, la maggior parte rimpiange di non aver conosciuto prima amo ed esca.
Che sia pesca in mare o pesca in acque interne non credo esista un’ età giusta per iniziare a pescare, praticare questa disciplina ti insegna a stare nel ritmo della natura, ad aspettare e a godere di ogni momento. Le acque interne della Campania sono una risorsa unica da un punto di vista paesaggistico, biosistemico e di relazione tra specie, spesso si trovano all’interno di Oasi naturalistiche, tra le più frequentate per la pesca ricordiamo il Fiume Volturno, il Fiume Calore Lucano, il Fiume Sele, il Fiume Garigliano. E’ penosa la questione dell’inquinamento di queste acque che nonostante i piani di rinaturalizzazione sono ancora minacciate.
In questo articolo vorrei parlarvi di una tecnica di pesca a colpo, pesca alla Roubasienne , usata soprattutto per la pesca in acqua interne.
Tale tecnica necessita di una buona dose di pazienza, infatti chi la sceglie deve munirsi oltre che dell’ attrezzatura, costituita dai componenti della canna e una piattaforma vera e propria da costruire ogni volta, anche di un mezzo idoneo a trasportare la stessa attrezzatura.
Come dicevo la pesca alla Roubasienne è una tecnica usata soprattutto in acque interne( fiumi e laghi), raramente viene praticata in mare. Si tratta di una tecnica molto impegnativa, l’ attrezzatura che viene utilizzata è molto sofisticata ed è formata da elementi leggerissimi costruiti in lega di carbonio alto modulo che si innestano l’uno nell’altro fino ad arrivare a lunghezze di 16 metri. Grazie alla peculiarità di queste canne è possibile posare il galleggiante in punti difficili, consentendo di pescare sempre nello stesso posto dov’ è stata effettuata la pastura.
Con questa tecnica si possono catturare pesci molto grossi come le carpe.
Quindi vi domanderete com’è possibile tirare su e guadinare pesci di taglia grossa con canne da pesca così lunghe?
Come vi dicevo la canna è formata da più elementi che si innestano l’ uno nell’ altro per arrivare alla distanza desiderata, una volta ferrata la preda gli elementi vengono sganciati man mano, facendoli scorrere su un rullo posizionato dietro al panchetto, fino ad arrivare al manico detto punta che raggiunge 4 metri circa, con un elastico che precede il terminale e che si allunga facendo da frizione alla fuga dei pesci. Si inizia poi a tirare l’ elastico dal foro del manico fino a portare la preda nel guadino, ma tutto questo bisogna farlo nel minor tempo possibile, altrimenti si rischia di fare spaventare i pesci che si trovano nel vicinato.
Parlando di pesca in acque interne oltre alla Roubasienne è possibile utilizzare anche canne da pesca fisse da 9/10 metri oppure, la mia preferita, la bolognese con lunghezza fino a 10 metri ma con la possibilità di usare un mulinello che, secondo il mio parere, aiuta molto anche nei piccoli errori ed il combattimento tra pescatore e preda si fa molto emozionante.
Il mulinello per la bolognese è un vantaggio, ma in caso di vento la Roubasienne non ha rivali, con la sua robustezza e leggerezza , infatti, ti permette di pescare, senza mulinello, con fili ridotti e molto più corti della canna, quindi meno parrucche ed ingarbugliamenti.
La pesca nelle acque interne è regolamentata da normativa Regionale ed è soggetta al rilascio di pesca acque interne licenza.


