Accadde domani: la morte di Carlo Giuliani
“La più assurda sospensione dei diritti democratici in un Paese nella recente storia europea”: con queste parole, Amnesty International condannò in maniera inappellabile i tragici eventi legati al G8 di Genova, che nel 2001 portarono la città ligure a trasformarsi in un vero e proprio campo di battaglia.
Il picco degli scontri si verificò il 20 luglio con la morte di un manifestante di 23 anni, Carlo Giuliani.
Intorno alle ore 15:00, come risultò da alcune fotografie scattate da un balcone su via Caffa, verso via Tolemaide, nella piazza sulla quale stavano transitando passanti e manifestanti, la situazione era tranquilla, ma poco dopo iniziò un lancio di lacrimogeni da parte dei carabinieri, da via Invrea, verso i manifestanti presenti. Durante gli scontri furono posti dei cassonetti dei rifiuti nella carreggiata, allo scopo di rendere difficoltoso il movimento dei mezzi e, di fronte a uno di questi, si fermò un auto dei carabinieri; dall’interno di tale veicolo, il carabiniere di leva Mario Placanica, 20 anni, esplose un colpo di pistola che uccise il manifestante Carlo Giuliani, 23enne. Alle ore 16:00, carabinieri e polizia iniziarono le cariche e i pestaggi nei confronti dei manifestanti in piazza e nelle vie limitrofe e, grazie anche all’aiuto di numerosi mezzi, riuscirono a prendere il controllo dell’area; contemporaneamente giunse nella piazza, da via Invrea, un auto con a bordo Giovanni Truglio, comandante dello stesso reparto cui apparteneva Placanica.
Secondo le ricostruzioni basate su fotografie della piazza e testimonianze effettuate da comitati e associazioni vicine ai manifestanti, i carabinieri si sarebbero preparati a caricare senza che vi fosse stato alcun segno di ostilità da parte dei manifestanti. In alcune foto relative alla costruzione della barricata compare Carlo Giuliani. Durante le inchieste su quei giorni si fece notare che questa carica avrebbe precluso ogni possibile via di fuga ai manifestanti così come avrebbe reso impossibile il retrocedere lungo via Tolemaide verso le cariche delle altre forze dell’ordine; la conseguenza fu che alcuni manifestanti, vistasi preclusa ogni via di fuga, cercarono di reagire alle cariche della polizia per farsi strada nella direzione opposta.

