Il disastro di Aberfan
Aberfan sorge lungo il fiume Taff, sul versante orientale della collina Mynydd Merthyr a circa 20km a nord di Cardiff. Il villaggio è rimasto un luogo di passaggio – se non di frontiera per secoli – fino a quando, verso la fine del XIX secolo, un nuovo giacimento di carbone viene scoperto nell’area, cambiandone la storia.
Prima la scoperta, nel 1869, e poi lo sfruttamento di questa risorsa dal 1875 tramite la Merthyr Vale Colliery, portarono la popolazione a quasi 5.000 abitanti nel giro di pochi anni, un trend simile a tanti altri villaggi nel sud del Galles durante quel periodo data la continua richiesta di manodopera richiesta per estrarre il carbone.
Il disastro di Aberfan del 21 ottobre 1966
Siamo a ottobre del 1966. Nelle prime tre settimane del mese era caduta una quantità di pioggia equivalente a quasi 170 mm, un valore del tutto normale per questa zona del Regno Unito. Tuttavia in termini assoluti è un valore abbastanza alto, troppo alto per la collina #7. Purtroppo la piovosità di quel periodo ce la ricordiamo bene in Italia: a poche settimane di distanza infatti Firenze verrà allagata in seguito all’esondazione dell’Arno.
Ore 7:30 – Lo stop alle operazioni di accumulo
Iniziata nel 1958, la collina #7 conteneva più di 100,000 m3 di materiale di scarto alla mattina di venerdì 21 Ottobre. Uno dei cumuli di carbone depositato in cima alla collina #7 sprofondò di circa 3 metri durante la notte precedente, e le rotaie utilizzate per trasportare le macerie alla punta vennero distrutte. Il personale mattutino addetto ai cumuli ha notò il movimento alle 7:30. Fu così deciso che per quel giorno si sarebbero interrotte le operazioni di accumulo, ma qualsiasi decisione sul da farsi fu rimandata alla settimana successiva. Purtroppo, non avrebbero aspettato quei sette giorni, bensì soli 103 minuti prima di scoprire che quello fu un errore fatale. Un errore che costò ad Aberfan un’intera generazione.
Ore 9:13 – Il collasso della collina
Alle ore 9:13 la collina #7 collasso su sé stessa creando una frana. Il materiale di scarto viaggiò per quasi 2km lungo il versante artificiale distruggendo due fattorie, uccidendone i residenti, e terminò il suo tragitto travolgendo il primo edificio che gli sbarrava la strada: la scuola primaria Pantglas. Qui gli studenti erano arrivati da pochi minuti per l’ultimo giorno prima delle vacanze di metà semestre.
Ore 11:00 – Viene estratto l’ultimo sopravvissuto
I soccorsi si attivarono subito e la BBC alle 10:30 riportò l’accaduto. Migliaia di volontari si radunarono ad Aberfan per prestare assistenza – talvolta ostacolando il lavoro di minatori professionisti o squadre di soccorso qualificate. Alle 11:00 l’ultimo dei 145 sopravvissuti fu estratto vivo. Tuttavia mancavano all’appello ancora 144 persone. I corpi senza vita furono recuperati nei 4 giorni successivi. Dei deceduti, 116 erano bambini di età compresa fra i 7 ed i 10 anni. Dei 28 adulti morti, 5 erano i loro insegnanti. Se la frana fosse successa poco prima della campanella d’ingresso, la scuola elementare sarebbe stata vuota, se invece fosse successa poco dopo i bambini sarebbero stati in vacanza.
I bambini sopravvissuti alla tragedia manifestarono negli anni seguenti numerosi problemi psicologici e aumentò il tasso di alcolismo nel villaggio. Nel 2003 quasi la metà dei sopravvissuti, ormai adulti, affermarono di soffrire ancora di incubi, insomnia e altri problemi.

