Il pubblico ludibrio
Gesù Cristo attraverso la testimonianza della sua vita, ci ha insegnato tante cose tra queste, cosa significhi essere esposti al pubblico ludibrio. Ci sono tanti modi per ferire o fare del male ad una persona, ma forse il più subdolo ed il più sofisticato ed efficace, è quello di consentire a chi non lo merita, la sua esposizione alla pubblica denigrazione. Egli dopo aver compiuto tante opere di bene, guariti ammalati e restituita la vista e la vita agli altri, ha accettato che gli sottraessero la sua, sebbene in qualsiasi momento, fino alla fine, avrebbe potuto evitarlo in un solo istante.
Tutto però doveva essere compiuto, è tutto lo è stato, anche la sua esposizione al pubblico ludibrio, anche a coloro a cui aveva fatto del bene. Lo stesso Pilato avrebbe voluto non emettere quella sua ingiusta condanna perché non aveva riscontrato in lui alcun male. Tuttavia la sua perniciosa ignavia non glielo consentì ed allora non gli rimase che lavarsi le mani pubblicamente. In tal modo egli fece intendere che avrebbe voluto sottrarsi a quella sua decisione, presa solo perché richiesta a furore di popolo. Ecco, forse, oggi, registrando ciò che accade molte volte, forse troppe, potremmo eufemisticamente affermare che egli, probabilmente, ha lasciato lì, pronto all’uso di molti, il recipiente con l’acqua attraverso la quale lavò le sue mani pubblicamente. Va inoltre segnalato che Gesù, prima di morire sulla croce, disse: “Padre perdona loro perché non sanno ciò che fanno”.
Oggi noi vogliamo domandarci, ma coloro che invece sanno ciò che fanno, vanno perdonati ugualmente? Ad ognuno di noi è demandata la sua personale risposta. Meditiamo tutto indistintamente


