Spazio tempo
Ci sono mille modi per filosofeggiare enunciando concetti la cui comprensione pur essendo alla portata di tutti, si fa fatica a comprenderli o ad accettarli nella nostra vita. Ed ecco che allora ci viene incontro la musica che con alcune canzoni ci esortano a farlo.
È il caso della canzone dal titolo Spazio tempo di Francesco Gabbani del 2022 e che funge da colonna sonora di una fiction di successo intitolata “ Un professore”. Il brano focalizza l’importanza dell’attimo perpetuo che passa in un momento, invitandoci a raggiungere un equilibrio tra il presente ed il futuro, tra lo spazio ed il tempo. Il compianto filosofo partenopeo Luciano De Crescenzo, affermava che il passato non è più, il futuro non è ancora ed allora ecco perché è dal presente che dovremmo imparare, cogliendo l’attimo che passa in un istante e che sarà parte della nostra storia di vita trascorsa. Il senso che vuole farci comprendere il testo di questa canzone è che non bisogna mai prendersi troppo sul serio e che la felicità va ricercata nelle piccole cose. A volte esse quando fanno parte della nostra quotidianità, ci stancano e ci creano un certo stato d’animo d’insofferenza.
Succede poi che quando questa quotidianità ci viene a mancare, ci sentiamo smarriti e privi del senso di orientamento. Noi non siamo altro che parte di miliardi di persone sparse in uno spazio in un determinato tempo effimero, finché siamo in vita. Quello che saremo dopo lo scopriremo solo non vivendo ed è per questo che finché risulta possibile, dovremmo vivere giorno per giorno, attimo per attimo, non aspettandoci grandi cose dalla vita. Per dirla alla Gabbani, la vita è solo una follia,
un salto nel vento, un’ora nello spazio ed un punto nel tempo. La nostra esistenza è composta da giorni che vanno via susseguendosi nel tempo e nello spazio. Guai a pensare di esserne padroni perché resteremo tremendamente delusi. Meditiamo tutti indistintamente


