“La donna albero”, il ‘conto’ di Minica che si trasformò pur di partorire
Dal 3 al 6 febbraio 2022 andrà in scena nella Sala Assoli “La donna albero”. Lo spettacolo è liberamente ispirato ad Andrea Camilleri e prodotto da Casa del Contemporaneo. Il testo, adattato e diretto da Rosario Sparno, è ambientato nella Sicilia di metà Novecento. In questo contesto prende vita una storia che affonda le proprie parole nel mito: è il ‘cunto’ di Monica che si trasformò pur di partorire.
Metamorfosi e attesa, cunto e turbamento: questi i temi al centro de “La donna albero”. Un racconto sulla forza di una donna che mette le radici nella terra pur di generare un nuova vita. Sul palco, una moltitudine di personaggi prendono vita per consacrare la nascita di un punto d’amore e violenza. In questa schiera di voci se ne fa largo una che chiede di essere madre. E’ Minica, che insieme al marito Nino, desidera avere un figlio. Proprio quando il loro desiderio sembra stia per avverarsi, ecco che interviene il destino a distruggere i loro piani. Il desiderio si trasforma dunque in disperazione. Da questo momento il racconto incontra i temi della metamorfosi e della resistenza.
Rosario Sparno analizza le sensazioni ei personaggi, spiegando al pubblico che «non è solo l’attesa della maternità ciò che caratterizza l’inquietudine esistenziale dei protagonisti, ma anche l’attesa di qualcosa che si paleserà durante la rappresentazione». «Ho lavorato a lungo alla realizzazione di questo lavoro insieme al maestro Camilleri – prosegue il regista – il quale mi raccontò che tutte le storie partorite dalla sua fantasia gli furono raccontate dal suo fattore in cambio di sigarette».
A prendere il centro della scena sono i tre narratori interpretati da Luca Iervolino, Antonella Romano e lo stesso regista Rosario Sparno. Interpretano figure mitiche, viaggiatori che si raccontano una storia in attesa che il treno parta e che il rito del teatro abbia inizio.
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