L’Olimpo tra virtù e vizi
di Corinne Bove
L’Olimpo tra virtù e vizi. Tratto dagli scritti di Luciano Samosata, “Dialoghi degli Dei” è stato rappresentato in Sala Assoli grazie al lavoro del regista Massimo Civica e del gruppo toscano “I Sacchi di Sabbia” (nella foto). Una rivisitazione ironica che ha riportato in auge la vita dell’Olimpo tra virtù e soprattutto vizi.
Ambientato in un’aula di ginnasio due studenti sono sottoposti alle continue ed efferate domande di un’insegnante, poco equa, sulle azioni o meglio malefatte degli Dei, cominciando da Zeus ed Era fino a spaziare alle trasgressioni, i pettegolezzi e gossip che ruotano attorno alle figure di Eros, Apollo, Ermes e altri.
Il teatro è immaginazione, come spesso il regista Civica ha sostenuto, e in quanto tale deve superare la realtà ed è proprio quello che succede ai due studenti alle prese con le peripezie degli immortali, il cui approccio risulta differente proprio come accade quando si guarda la vita con un occhio e non con l’altro. Visioni e atteggiamenti differenti portano a conseguenze differenti, lo studente ingenuo e “onesto” sarà vittima di ingiustizie, il furbetto aveva già capito come farla franca. Per quanto antiche, le abitudini degli abitanti dell’Olimpo lasciano comprendere come nella realtà odierna nulla è stato inventato nelle dinamiche umane, dai complotti amorosi, all’amore omosessuale, dai tradimenti all’ira, e lo sguardo degli studenti lascia intendere che, come recitava la canzone degli Jarabe de Palo, “da che punto guardi il mondo tutto dipende”. Il non omologarsi, porta sovente l’essere umano a essere schernito e isolato a tal punto da essere considerato egli stesso il responsabile delle ingiustizie subite.

La Redazione di PerSempreNews

